Oggi alla Scuola Api Laboriose è andato in scena il laboratorio “Mani in Pasta” (Progetto D46), un progetto educativo dedicato ai piccoli dei Nidi Capitolini, mirato a esplorare e sviluppare i cinque sensi attraverso la manipolazione di materie prime di uso quotidiano. Questo percorso sensoriale offre ai bambini l’opportunità di conoscere materiali come farina, sale, pasta, riso, zucchero e cacao, elementi familiari della refezione scolastica, ma riscoperti attraverso il gioco e il tatto.

La finalità del progetto

La proposta di “Mani in Pasta” si fonda su un principio semplice ma fondamentale: i primi anni di vita rappresentano una fase decisiva per costruire un rapporto sano con il cibo. Interagendo con questi ingredienti, i bambini apprendono le prime regole sensoriali per la creazione di questo rapporto, basato sull’interazione diretta, la curiosità e la scoperta. Manipolare e osservare alimenti permette loro di familiarizzare con texture, colori, odori e suoni, stimolando una consapevolezza che va ben oltre il semplice gioco.

I materiali e le attività

Durante il progetto, i bambini sono stati invitati a giocare e sperimentare con una varietà di utensili, pensati per stimolare la loro curiosità in un contesto sicuro. Tra ciotole di diverse forme e dimensioni, cucchiaioni, palette e piccoli rulli, i piccoli partecipanti hanno potuto esplorare attività di travaso, riempimento e manipolazione, immergendosi in un’esperienza multisensoriale a tutto tondo. Questi utensili, rigorosamente in materiali sicuri e adatti agli alimenti, garantiscono un ambiente idoneo e sicuro, permettendo loro di divertirsi senza rischi.

L’importanza dell’esperienza sensoriale

In un’epoca in cui il contatto con gli ingredienti naturali è spesso mediato dalla tecnologia o dall’imballaggio, “Mani in Pasta” (Progetto D46) riporta al centro del percorso educativo il valore del contatto diretto. Attraverso la semplicità di farina e zucchero, il progetto vuole restituire ai bambini la possibilità di sperimentare, senza filtri, la consistenza e l’odore dei cibi, creando un primo approccio positivo e naturale alla scoperta degli alimenti.