Oggi, alla scuola Rupicole, il progetto “Recuperi…AMO” ha trasformato la classe in un piccolo laboratorio di immaginazione collettiva. Sul tavolo non c’erano giocattoli già pronti o materiali perfetti, ma scatole, cartoncini usati, ritagli e confezioni destinate a essere buttate. Eppure, nelle mani dei bambini, tutto ha iniziato lentamente a cambiare forma.
C’è stato un momento preciso in cui l’aula ha smesso di essere semplicemente una classe: quando i bambini hanno iniziato a raccontarsi le idee tra loro. Un pezzo di cartone è diventato il tetto di una casa, un tappo si è trasformato in una ruota, un ritaglio colorato in un albero pieno di fantasia. Nessuno voleva fermarsi, perché ogni creazione sembrava aprire nuove possibilità anche agli altri compagni.
Il bello del progetto non è stato soltanto il risultato finale, ma il processo: vedere i bambini collaborare, osservare, inventare e perfino cambiare idea strada facendo. In un tempo in cui tutto è immediato e digitale, il valore di sporcarsi le mani con colla e colori diventa quasi straordinario.




